il vaso magico

Sento, purtroppo sempre più spesso, donne completamente scollegate con il loro corpo, con la loro sacralità. Il malessere e il mal stare prendono forma e si diramano essenzialmente in due filoni principali: il desiderio e l’uso della chirurgia plastica per riformare il nostro corpo secondo canoni estetici innaturali e di visione maschile e pesanti malattie che, sempre più spesso, colpiscono la quintessenza del femminile, ovvero l’utero.

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L’utero, di cui, spesso non conosciamo nemmeno la conformazione. Guardare il nostro corpo, scoprire come siamo fatte nel nostro interno, in quel miracolo composto di organi, di muscoli, di tessuti, di cellule.

Il cambiamento deve iniziare essenzialmente da noi stesse.

Siamo noi le prime a doverci rispetto e amore e non possiamo pretendere che altri ci amino e ci rispettino se non lo facciamo noi per prime. Accettare la nostra fisicità e i cambiamenti che il tempo e la vita portano con sé fa parte di una maturità che dovrebbe essere intrinseca nel nostro divenire: la pelle perde la sua elasticità, il seno tende a diventare più cadente, la pelle perde tonicità e si formano le rughe. Segni  di ricordi, di esperienze, di vita vissuta.

La non accettazione, unita a traumi e ricordi antichi bloccati ci indicano una via: quella della guarigione. Perché cambiare si può e, ancora una volta, dipende da noi.

Come sottolinea Vicky Noble,  il processo verso lo sciamanesimo femminile è un processo di disponibilità a divenire un contenitore più grande. Nell’antichità le donne impiegavano buona parte del loro tempo fabbricando recipienti sacri di ogni tipo, grandi e piccoli, molti con riprodotte le mammelle e il triangolo divino. La presente costante di questi vasi sacri che uniscono nel mondo delle forme il corpo femminile al significato profondo del nostro essere, doveva essere confortante.

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Nel nostro magico vaso noi donne produciamo la vita. Il recinto sacro dell’utero custodisce e nutre la nuova vita e poi si attiva per spingerla nel mondo. Ogni mese, come la luna, attraversiamo una fase di morte e di rinascita e il nostro vaso si riempie e si svuota per celebrare l’evento. Le donne occidentali di oggi hanno innumerevoli possibilità alle quali non sanno come dare espressione nel mondo.

I condizionamenti di questa società sono limitati e ci limitano: o siamo mogli, o siamo zitelle, o madri o donne incomplete. O lavoriamo o alleviamo i nostri figli.

Riprendere contatto con il nostro vaso magico, con la nostra essenza, ci porta a riconnetterci con il vaso come contenitore e dispensatore di nutrimento. Dobbiamo imparare a ri-nutrire noi stesse, la nostra essenza per dispensare nutrimento sano al nostro intorno.

 

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