benessere, cambiamento, Donna

La Nostra Festa

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Donne, oggi è la nostra festa. La Festa della Donna, 8 marzo 2019.
Ogni anno che passa, ogni giorno che scorre, ogni attimo che vivo sulla Terra mi rendo conto che molte, troppe, donne sono disconnesse e hanno paura. Paura della loro bellezza, della loro essenza, del loro essere e la paura copre la consapevolezza, la riveste di finta felicità mista a vuoto falso benestare, mescolandola con un tocco di vittimismo e di infelicità interiore.

Quante donne sono felici della propria vita?
Io si. Posso alzarmi in piedi, gridarlo, appieno della mia consapevolezza, frutto di un lungo percorso in me, di dolori e di crescita, di felicità e di gioia condite da attimi piangenti che giungono sfiorandomi come rami di un salice piangente, mi accarezzano e riportano a ciò che sono. Donna consapevole del mio essere Donna, figlia, madre e moglie, foglia e fiore di un albero genealogico che mi culla e mi ama, dandomi la vita.
Sono felice, sono consapevole, Sono. 

Scegliamo chi essere. Gli eventi ci formano, ci forgiano, ci trasformano. Sta a noi cogliere e trasformare, alchimiste della nostra stessa vita. 

Uscire dal vittimismo è il primo passo verso la consapevolezza. Noi donne possiamo, se vogliamo, cambiare noi stesse, per cambiare il mondo.
Vittima e carnefice sono due espressioni della stessa unità, divisa da un limite in-valicabile che può essere oltrepassato, con forza e consapevolezza. Perché la vera forza non è fisica, viene dal profondo delle viscere. E’ quella forza che emerge quando noi donne partoriamo, diamo la vita. E’ la stessa forza che scaturisce in noi durante la fase pre-mestruale che ci inonda come un tornado e ci sconvolge nell’essenza più profonda. E’ la forza che ci appartiene e hanno tentato, invano, di sottomettere nei secoli, la forza che grida per uscire dal nostro ventre e sentiamo, a volte senza ascoltare. Essa vive in noi, sopita, ma pur viva. 

A tutte le donne, vittime giorno dopo giorno, di violenze fisiche e psicologiche, ricoperte di finto amore, a tutte le donne scontente della propria vita, a tutte le donne infelici, dibattute in ruoli impressi a fuoco dalla società, a tutte le donne che si sentono mancanti di parti in loro stesse, a tutte le donne insicure, a tutte le donne, di ogni età, che si sentono brutte nella loro radiante bellezza, a tutte noi, DonneSorelle in cammino, auguro una consapevole Festa della Donna.  Per festeggiarci, ogni giorno della nostra vita.

madre, parto

SPUNTO DI RIFLESSIONE SULLA VITA

Noi donne possediamo l’essenza della creazione, racchiusa nel nostro ventre, fonte di misteri e di vita. Che cosa più potente del dare la vita? Non solamente ai figli, la continuità della specie umana. Il Femminile profondo crea amore, idee, creazioni, pensieri (appartenente ad entrambi i sessi, uomo o donna).
MonicaSjoo

V’è stato un momento, ad un certo punto del tempo lineare, in cui il pensiero si è distorto, le immagini trasformate. Siamo passati da immagini di fertilità, di abbondanza, di creazione, di amore a qualcosa di altrettanto potente. La morte ha preso il posto della vita. La morte, da noi occidentali tanto temuta, è diventata fonte di normalità. Siamo circondati da immagini di morte mentre, le rare immagini del dare la vita, creano scandalo. Scandalo! Non siamo abituati al parto, alla nascita, troppa vita ci sconvolge. Fa tutto parte del progetto “che le donne dimentichino chi sono veramente”, fa tutto parte di un antico cammino intrapreso in altre epoche.
Pensate a tutti i condizionamenti che ci portiamo cuciti addosso sulla nascita, l’amore, il sesso. La totale mancanza del Femminile è stata sopperita dalla Madre, immaginata, sentita e vista come Vergine e addolorata per la morte del Figlio. L’atto d’amore della procreazione è stato cancellato totalmente e il passaggio tra il dare la vita e accogliere tra le braccia la morte, piena di dolore, è un attimo. Il parto, l’amore, la vita di Maria sono inesistenti e quando immaginiamo la Madre, si presenta a noi in queste immagini di dolore.
Eppure, anche Maria la Madre, ha partorito. Circondati da tutto ciò, l’amore, il dare la vita sono diventati qualcosa di alieno dal nostro sentire, dal nostro essere.
maryIl quadro God Giving Birth è della grande Monica Sjoo, autrice, scrittrice, femminista, donna risvegliata e rappresenta la sua opera più controversa e censurata molte volte. L’immagine seguente di Maria, Mary giving birth, di cui non conosco l’autore, mi pare stupenda. Molte donne si stanno risvegliando, stanno prendendo coscienza di ciò che sono, consapevoli di essere altro da ciò che la società da sempre impone loro. Molte donne stanno iniziando a sentire che la vita è ciò che vogliono vedere nel mondo, stufe della troppa morte. Perché la donna dà la vita, è fonte di creazione universale. Non dimentichiamolo mai.

 

 

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IL BLOG

Il blog di tenda della Luna Rossa vuole essere un portale di informazione, di condivisione, di scoperta di tutto ciò che ruota intorno al benessere, emotivo, emozionale e fisico.

Vuole essere un luogo dove ricercare, scoprire, provare quella parte femminile che è stata negata per troppo tempo. Quella parte che riguarda l’intuizione, la creatività, l’accoglienza proprie del Femminile.  Vuole essere un ri-contatto con tutto ciò che riguarda il Sacro Femminile: menarca, mestruazioni, gravidanza e menopausa. Perché tutto ciò ci appartiene e ognuno di questi momenti racchiude grandi tesori, come noi donne.

Cerchi di donne, laboratori esperenziali, condivisione e crescita. Insieme.

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TENDA DELLA LUNA ROSSA: SIGNIFICATO E PROGETTO

La tenda della Luna Rossa è una tenda rossa, nata per riunire donne in cammino attraverso percorsi di consapevolezza verso la Divina Femminilità. Un luogo di condivisione, un luogo di crescita, un luogo ciclico, sacro e armonioso, per donne in cammino verso la riscoperta del proprio Femminile.

Il mondo non ha più confini e questo sito vuole essere un luogo di informazione e di riscoperta di noi stesse, del nostro Femminile, della propria essenza più sacra, sepolta da millenni di condizionamenti. E’ giunto il momento di riascoltarci, di riappropriarci del nostro  corpo, del proprio sangue mestruale, delle proprie sensazioni della menopausa.

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La tenda della luna rossa si basa sul concetto delle capanne mestruali utilizzate anticamente: la tradizione di un rifugio mensile era presente nel passato e continua tuttora: i Nativi Americani usano definirla la Tenda della Luna.
Beverly Strassmann, dell’Università del Michigan, ha fatto un ampio studio sui Dogon del Mali, dove le donne che praticano la tradizionale religione Dogon trascorrono cinque giorni al mese in una “capanna mestruale”.

Il senso di queste tende, di queste capanne, di questi luoghi è quello di  recuperare il senso dell’antica sorellanza come reale valore tra le donne. Il movimento delle tende rosse è un progetto che si sta espandendo in tutto il mondo e prende vita da un libro, “la tenda rossa” di Anita Diamant. La scrittrice romanza le vicende di Dinah, figlia di Giacobbe, prendendo spunto da alcuni capitoli dell’Antico Testamento.
Una frase tratta dal suddetto romanzo racconta: “ Così la nascita di Dinah viene vissuta come una festa nella tenda rossa il luogo, precluso agli estranei, dove le donne si riuniscono nei momenti più importanti della vita”.

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La tenda  Rossa  rappresenta un cerchio femminile, un luogo dove le donne si sostengono, condividendo esperienze  e saggezza, un luogo dove potersi riunire senza tabù, esplorando il proprio vissuto e il proprio femminile, beneficiando del supporto del reale femminile e della condivisione. Essere in comunione con le altre donne e con i medesimi mutamenti che avvengono nei nostri corpi.

Il Tempo della Luna rappresenta il sacro momento in cui una donna viene onorata come una Madre della forza Creatrice.
In questo periodo la donna abbandona la vecchia energia trasportata dal corpo e si prepara a ricollegarsi con la nuova fertilità di Madre Terra che porta con sé nel corso della Luna o mese, seguente.

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I Nativi Americani credevano che durante il Tempo della Luna, la donna si riconnetta con Nonna Luna e Madre Terra. La luna regola il flusso delle maree, l’acqua come il sangue, e il ciclo della donna segue lo stesso tipo di ritmo. Esisteva un tempo in cui le donne confidavano nei cicli del loro corpo e li assecondavano.

E’ giunto il momento di ritrovare il senso di sorellanza, il senso di appartenenza, il senso di comunione. E’ giunto il momento di ritrovare il nostro corpo, di ritrovare la nostra essenza, di ritrovare il nostro divino femminile. E’ giunto il momento di ritrovare noi stesse.

corpo delle donne, mestruazioni

corpo sacro

In origine.
Sacra era la materia, sacro il corpo e le sue funzioni, sacro l’atto sessuale, sacra la natura. Il sacro aveva una valenza materiale.
L’associazione tra vulva e ventre femminile con la nascita, la morte e la rigenerazione è uno dei temi principali dell’arte preistorica. Le grotte rappresentavano l’ingresso, la vulva, da cui si entrava nel corpo della dea.

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Oggi, con milioni di anni di condizionamenti, ci ritroviamo con l’anima totalmente martoriata e con una visione totalmente distorta del nostro corpo, delle sue funzioni, dei suoi cicli. 

Una nota marca di assorbenti recita (ancora??): se non aderisce bene, puoi sentire il fastidio del bagnato.  Ebbene, sono proprio questi assorbenti, queste false credenze che ci fanno sentire bagnate, ti fanno percepire il fastidio durante le mestruazioni con i loro materiali “falsi, plastici, innaturali”. La percezione cambia totalmente usando gli assorbenti in tessuto – si, proprio quelli che usavano le nostre nonne, le nostre madri. Li usavano nascondendoli agli occhi degli uomini, con vergogna, con timore.

Parlavo tempo fa con una cara amica: il suo ricordo è pesante, orribile. Pensare a questi assorbenti in tessuto le fa rivivere un tempo in cui si nascondeva in bagno a lavare “le panuzze” bianche sporche di sangue, nascondendole per farle asciugare. La rivedo, china sul lavandino mentre il sangue scivola tra le sue mani bagnate facendola sentire sporca, inadatta, vergognosa. L’altro giorno lavavo il mio assorbente in tessuto, il sangue scivolava scorrendo sul bianco del lavandino e un senso di sacro mi ha pervasa. Perché donavo il mio sangue alle acque.

Questo è ciò che voglio consigliare a tutte quelle donne che vivono il sangue mestruale come un peso, una condanna, una vuota ripetizione che si perpetua mensilmente. Anche io ero così, lo sono stata e ne sono uscita.
Ho iniziato leggendo. E tra una lettura e l’altra, tra un dolore e l’altro, tra un’emicrania e l’altra ho iniziato ad essere più consapevole di ciò che è, è sempre stato e sempre sarà: un ciclo che si rinnova, di rinascita, di vita e di morte. Un ciclo che ci appartiene e che fa di noi le portatrici di vita: pensate solamente al fatto che non vi sono immagini di noi donne che diamo la vita mentre consideriamo normali immagini di uomini che danno la morte. Fa pensare vero? 

I condizionamenti che ci portiamo addosso sono pesantissimi. Il nostro dolore, la nostra sindrome pre-mestruale non è una colpa, è un fallimento totale dell’intera società. Iniziare ad essere consapevoli della bellezza del ciclo che avviene nel nostro corpo è il primo passo. Quello successivo è cambiare la nostra visione: portarla da una linearità che non ci appartiene a una ciclicità che ci abbraccia in tutto il nostro essere. Iniziare ad ascoltarci, ascoltare il nostro corpo con i suoi ritmi e le sue esigenze è fondamentale per la nostra guarigione. Riscoprire la lentezza, vivere il nostro intimo, accettarci per come siamo e ascoltando ciò che grida per uscire. Senza dimenticare di coinvolgere i nostri uomini, far capire loro la nostra essenza. E sentire, ringraziare, amare il nostro bellissimo corpo.

Sarebbe ora, finalmente.

Adriana De Caro per tenda della Luna Rossa

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madre

il ruolo di madre, oggi

Nasciamo, cresciamo, ci formiamo in questa società. Siamo qui, ora, ognuna con il proprio bagaglio emozionale, con la propria famiglia, con i propri traumi, con il proprio coraggio, con la propria forza. Cogliamo gli insegnamenti che giungono, in primis, dalla famiglia, dalle istituzioni scolastiche, dagli esempi che scegliamo di seguire e, successivamente, ricerchiamo ciò che più ci corrisponde, ciò che vorremmo essere, ciò che vorremmo che sia. In una ricerca continua, per migliorare, per evolvere, per vivere serenamente questa vita, qui e ora.  

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Maschile e Femminile

riflessi di Sole e di Luna, dentro di noi

Maschile e Femminile non sono due aggettivi riferiti rispettivamente all’uomo e alla donna, ma due energie presenti in noi, due qualità dell’essere, incarnate nei due emisferi che costituiscono il cervello. In questa semplice, lineare e comprensiva spiegazione di due concetti così semplici e pur così complessi, Zuleika Fusco ci guida nella comprensione di ciò che di noi fa parte e, al medesimo tempo, ci pare così alieno, estraneo. L’equilibrio antico si è rotto, da secoli e la nostra parte Femminile è in profonda sofferenza. Spesso, non ce ne rendiamo nemmeno conto fino al momento in cui il mal stare diventa tangibile a livello fisico.

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cambiamento

noi, in cammino

Ogni passo nel cammino della vita ci porta attraverso i sentieri dell’anima. 
Al principio, camminiamo guidati, accompagnati, fino al momento in cui prendiamo soli la nostra direzione. Quante strade errate, quanti cammini percorsi a vuoto, continuando tuttavia ad andare avanti, audaci, coraggiosi, spaventati, spavaldi, guidati dalla nostra forza guerriera che ci guida, guerrieri e condottiere senza alcuna remora, avanti diritti.

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corpo delle donne

il vaso magico

Sento, purtroppo sempre più spesso, donne completamente scollegate con il loro corpo, con la loro sacralità. Il malessere e il mal stare prendono forma e si diramano essenzialmente in due filoni principali: il desiderio e l’uso della chirurgia plastica per riformare il nostro corpo secondo canoni estetici innaturali e di visione maschile e pesanti malattie che, sempre più spesso, colpiscono la quintessenza del femminile, ovvero l’utero.

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L’utero, di cui, spesso non conosciamo nemmeno la conformazione. Guardare il nostro corpo, scoprire come siamo fatte nel nostro interno, in quel miracolo composto di organi, di muscoli, di tessuti, di cellule.

Il cambiamento deve iniziare essenzialmente da noi stesse. Continue reading “il vaso magico”