la grande bellezza

Abbiamo completamente perso il contatto con noi stesse.

In questo tempo di grandi velocità, di grandi connessioni, di grandi condivisioni, fatichiamo a trovare il tempo per nutrire noi stesse. Grandi cambiamenti culturali e storici si sono interconnessi tra loro, grandi guerre, grandi trasformazioni, grandi lotte. Vi sono state, grazie alla grande e potente rivoluzione femminista, riappropriazioni di ciò che ci spettava per diritto: la conquista del diritto di voto, la possibilità di divorzio, la parità di diritti e la parificazione nell’ambiente di lavoro in cui noi donne siamo riuscite, faticosamente, ad entrare.

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Siamo libere, siamo forti, siamo indipendenti, siamo padrone del nostro destino.
Eppure, qualcosa si è perduto nel cammino.

La donna, per riuscire a giungere a questo punto, si è appropriata delle caratteristiche maschili portate all’eccesso, diventando simile all’uomo che, a sua volta, ha perduto le  sue caratteristiche femminili. Ha perduto la propria peculiarità, la propria diversità, la propria essenza. Si è perduta.

E vaga, in questa ricerca della sua perduta identità, ricercando il contatto con se stessa e con il proprio corpo, spesso attraverso l’effimero.

L’intuizione, quel sentimento fisico, quel sentire di pancia, è stato sotterrato dal mero pensiero che, di per sé, è un grande dono ma è diventato sovrastante e non accompagnatore.

La donna si è ritrovata, senza quasi accorgersene, una seconda pelle cucita addosso, troppo stretta, scomoda: fatica a respirare, la soffoca, la comprime, la reprime. I suoi di donna, madre,  moglie, casalinga, donna in carriera la sfiniscono e percepisce che “qualcosa”non collima alla perfezione.

L’intuizione, quel sentimento fisico, quel sentire di pancia, è stato sotterrato dal mero pensiero che, di per sé, è un grande dono ma è diventato sovrastante e non accompagnatore. Si è ritrovata, senza quasi accorgersene, una seconda pelle cucita addosso, troppo stretta, scomoda: fatica a respirare, la soffoca, la comprime, la reprime. I suoi di donna, madre,  moglie, casalinga, donna in carriera la sfiniscono e percepisce che “qualcosa”non collima alla perfezione.

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La cosa peggiore però è che, in questo vagare nelle nebbie in cerca della sua reale identità, la donna non si piace. E, soprattutto, non le piace il suo corpo. Non lo ascolta, non lo sente, si sente incomoda in questo involucro che la ricopre.

l cambiamento inizia fin dalla più giovane età. Inizia in un tempo di gioco in cui i modelli imposti dalla società sono di vuota ed effimera bellezza: mancano valori e ideali e gli stereotipi vengono inculcati attraverso trasmissioni e pubblicità, completamente svianti dalla donna reale.

Le principesse sono tutte bellissime, e, anche se vi sono favole che narrano che la reale bellezza è quella dell’anima, la diversità o il minimo difetto non sono minimamente contemplati. Al contrario, vengono ritoccati in fase post fotografica.

E così le bambine crescono, diventando giovani adolescenti contornate da modelle bellissime con visi bamboleschi e corpi che seguono rigorosamente i modelli attuali.

Anche se vi sono dei cambiamenti, esistono ancora troppi standard sbagliati, soprattutto per fasce d’età più delicate, come potrebbe essere l’adolescenza.

Per quanto riguarda l’educazione sessuale viene rimandata alle scuole, in maniera molto tecnica e professionale, e l’atto sessuale ha perduto ogni aspetto magico,  gioioso, amorevole. 

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L’aspetto più potente del femminile invece, le mestruazioni, manca spesso di quell’atmosfera di condivisione e di sacralità che vigeva un tempo e sono vissute con disgusto o con fastidio e la donna non conosce il proprio ciclo, il proprio corpo, la propria femminilità.

L’utero non è solamente una parte anatomica del nostro corpo. E’ una coppa sacra in grado di accogliere, nutrire, amare, trasformare.

Ritrovare il nostro corpo, la sua bellezza, la sua accoglienza, la sua generosità è il primo passo fuori dalla nebbia verso il ritrovamento del Sacro Femminino, verso la nostra vera essenza. Attraverso la consapevolezza della sacralità del nostro corpo.

Esso ci accompagna e cresce con noi. Rispettiamolo, con amore.

Vuoi prendere spunto? Cita il sito della tenda della Luna Rossa per crescere insieme. Grazie! Adriana De Caro.

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i falsi canoni di bellezza e il nostro viso

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