le funzioni della Grande Dea

Il tema della rigenerazione e del rinnovamento è di grande forza drammatica nel simbolismo della Grande Dea immanente e manifesta in forme fisiche.
Da notare che la Dea è creatrice di vita e non Venere o bellezza e neanche tanto meno mogli di divinità maschili. E’ inesatto chiamare le immagini paleolitiche e neolitiche Dee della fertilità in  quanto il tema della fertilità diventò una preoccupazione rilevante solamente nell’epoca della produzione del cibo. Non rappresenta quindi una funzione primaria della Dea e non ha niente a che vedere con la sessualità.
Essa è creatrice di vita.

2017-08-04-19-01-30
Dettaglio di vaso con uccello acquatico con uova germoglianti nel ventre e un serpente, bruco, sotto il becco, contorna un grande paio di corna di toro. Cnosso, Creta; cratere sub-minoico; XIV secolo a.C.: altezza 19,8 centimetri.

Anche il termine Dea Madre rappresenta un concetto distorto in quanto le Dee uccello e Serpente, per esempio, non sempre sono madri e ciò vale anche per la Dea Rana, Pesce o Porcospina, personificazioni dei poteri trasformativi.

2017-08-04-18-56-30.jpg
Rana o rospa raffigurata su un’anfora, che ricorda la credenza diffusa secondo cui l’utero è un animale che si muove dentro il corpo. Minoico Medio I. Primo Palazzo a Festo, Creta; inizio II millennio a.C.; altezza 12,5 centimetri.

Esse incarnano la Vita, la Morte, la Rigenerazione e sono ben più che fertilità e maternità.

Lo psicologo Eric Neumann, autore de La Grande Madre, usa il termine Grande Madre nel senso di realtà psichica. Secondo lui l’immagine della Grande Madre si sviluppò dal Femminile Archetipale, che è derivato dall’uroboros, simbolo dell’inizio, il Grande Cerchio, uno stadio inconscio e indifferenziato.
La totalità uroborica è anche un simbolo dei genitori primordiali uniti, da cui in seguito si scissero le figure del Grande Padre e della Grande Madre. Alla fine la Grande Madre si spaccò in Madre Buona e Madre Terribile, a seconda degli aspetti positivi e negativi del suo carattere. Neumann parla anche del suo carattere trasformativo, vale a dire lo sviluppo in Signora delle Piante e Signora degli Animali.

Nonostante ciò la Gimbutas sostiene, e io concordo con questa affermazione,  che il termine madre sottovaluti la sua importanza e non consenta di apprezzarne il carattere nella sua totalità.  Il termine Grande Dea descrive meglio il suo potere assoluto, i suoi poteri creativi, distruttivi e rigenerativi.

2017-08-04-22-34-07
Sarcofago tardo minoico con gioiosi simboli di vita rigenerata. Il sarcofago è decorato da una gioiosa celebrazione della vita rigenerata (motivi a corna di toro e farfalla, a bocciolo, conchiglia e spirale), a testimonianza delle speranze e delle credenze del tempo. Tardo Minoico, Khania, Creta; 1300 – 1100 a.C.

Interessante notare che in nessun periodo del Paleolitico c’è la traccia di una figura di padre. Il potere di creatore di vita sembra essere stato solamente della Grande Dea. Una divisione della Madre in buona e terribile non fu mai necessaria in quanto la Datrice di Vita e la Reggitrice di  Morte sono un’unica Deità.
I simboli di morte sono intrecciati con quelli che promuovono la rigenerazione. La Dea Avvoltoio/Civetta/Cornacchia è sia annunciatrice di morte, sia una Dea con seni e labirinti creatori di vita sul ventre, o è un triangolo (vulva) o ha forma di clessidra (doppio triangolo) con zampe di avvoltoio, è un’ape o una farfalla.

2017-08-05-02-52-57.jpg
La manifestazione della Dea come farfalla è illustrata da figure astratte circondate da forme a utero, o vescica di pesce, e rosette. Tardo Minoico, Aghia Triada, Creta meridionale; 1400 a.C. circa

Nel suo aspetto di morte è il Fato stesso che dispensa la vita, ne determina la durata e la riprende quando è giunto il tempo. Fa ciò perché controlla il ciclo vitale, eseguendo il suo dovere.  La rigenerazione ha inizio nel momento della morte. Comincia nel corpo della Dea, nel suo utero umido espresso in forma animale: pesce, rana, tartaruga, porcospina, lepre o testa di toro. Non v’era distinzione tra la Signora delle Piante e la Signora delle Fiere: nessuna deità governava le piante e gli animali separatamente.

Il potere della Creatrice di Vita e Rigeneratrice era negli animali, nelle piante, nell’acqua, nei monti e nelle pietre. La Dea può essere un uccello o un cervo, un orso o un vaso, una pianta eretta o un albero.

2017-08-05-03-00-23.jpg
Vaso cucuteni su cui la Dea è affiancata da spire di serpente e sormontata da grandi meandri. La forma a clessidra simboleggia la forza vitale sotterranea o subacquea della Dea e l’imminente rinascita. Da notare che le mani sono artigli di uccello. Cucuteni AB, Traian dealul Fintinilor, Romania nord-orientale; 4000 a.C. circa.

La  Datrice di Nascita era intercambiabile con l’orso, il cervo, l’alce. La protettrice della giovane vita – Nutrice o Madonna – appariva sia come umana, sia come uccello, serpente, orsa.

Nel simbolismo del serpente l’armonia con la natura si rileva con particolare chiarezza. La credenza nella sua immortalità si basa sul suo rinnovamento mediante la muta della pelle e sul suo destarsi in primavera dopo il periodo invernale d’ibernazione. Costituisce un legame tra i morti e i vivi, incarnando l’energia degli antenati. Così come gli uccelli, gru, cicogna, oca, il cui simbolismo è intrecciato ai serpenti. Le Dee Serpente e Uccello sono custodi della famiglia, del clan e, in epoche successive, di città (come di Atene lo era Atena, i cui simboli sono l’uccello e il serpente).

2017-08-05-02-41-18
Configurazione del rinnovamento su un’ascia di palco mesolitico incisa, formata da serpenti con triangoli a rombi. Un altro aspetto del rinnovamento è ottenuto con incisioni di serpenti a zig-zag e con un serpente antropomorfo, associati a triangoli e rombi. Vicino a una figura antropomorfa con testa romboidale due linee a zig-zag, forse serpenti, con 17 curve che partono dal foro. Anche il numero della maggior parte delle incisioni vicino alla figura o al di sotto va da 14 ai 17. Mesolitico dell’Europa nord-occidentale, Jordiose, Danimarca, altezza 45,8 centimetri.

Le ulteriori funzioni della Grande Dea attingono alla fertilità, alla moltiplicazione e al rinnovamento. Si pensava che il processo di risveglio stagionale, crescita, ingrassamento e morte, accomunasse umani, animali e piante: la gravidanza di una donna, l’ingrassamento di una scrofa, la maturazione di frutti e raccolti erano collegati. I poteri di nascita e crescita della terra dimorano in tutte le cose viventi. La gravidanza o la pinguedine di una donna o di una bestia era considerata sacra come la gravidanza della terra prima della sua fioritura in primavera. Ogni rigonfiamento in natura (tumulo, collina) o su un corpo femminile (ventre, natiche, seni, ginocchia) era sacro. Il numero due e la duplicità significavano una moltiplicazione benedetta.

La fertilità non si identificava con la sessualità ma indicava moltiplicazione, crescita, fioritura. A questa classe di simboli appartengono le Divinità maschili della vegetazione che sorge, fiorisce e muore.  Il Dio giovane e forte e il Dio vecchio e morente. Nella categoria della Madre  Terra c’è una divisione tra le immagini contrastanti di giovane e vecchio o quelle di madre e figlia, a simboleggiare il nascere e il morire stagionali.

Vita, morte, rigenerazione, nell’eterno ciclo delle esistenze.

Per ulteriori e maggiori approfondimenti consultate il volume “il linguaggio della Dea” di Marija Gimbutas, edito da Le Civette di Venexia.

Vuoi ritornare alla pagina principale? Clicca sull’icona!

home page7